Atlantide
La notizia dell'esistenza di Atlantide ci viene
dal Crizia di Platone. In esso leggiamo:
"Prima di tutto ricordiamo che in complesso sono
novemila anni che si dà per avvenuta la guerra tra
quelli che abitavano fuor delle colonne d'Ercole e quelli
di dentro; e ora bisogna raccontarla:
Gli uni, si dice, erano capeggiati da questa città
[Atene], che compì tutta la guerra:
gli altri dai re dell'isola Atlantide che, come dicemmo,
era allora maggiore della Libia e dell'Asia, mentre ora,
sommersa dai terremoti, è fango impraticabile, che
impedisce alle nostre navi d'avanzarsi per quel mare".
"Questo mare era allora navigabile, e aveva un'isola
innanzi a quella bocca, che si chiama, come voi dite, colonne
d'Ercole".
"L'isola era più grande della Libia e dell'Asia
riunite, e i navigatori allora potevano passare da quella
alle altre isole, e dalle isole a tutto il continente opposto,
che costeggiava quel vero mare". "Perché
tutto questo mare, che sta di qua dalla bocca che ho detto,
sembra un porto d'angusto ingresso, ma l'altro potresti
rettamente chiamarlo un vero mare, e la terra, che per intero
l'abbraccia, un vero continente".
"Ora in quest'isola Atlantide v'era una grande e mirabile
potenza regale, che possedeva l'intera isola e molt'altre
isole e parti del continente. Inoltre di qua dallo stretto
dominavano le regioni della Libia fino all'Egitto e dell'Europa
fino alla Tirrenia. E tutta questa potenza raccoltasi insieme
tentò una volta con un solo impeto di sottomettere
la vostra regione e la nostra e quante ne giacciono di qua
dalla bocca. Allora dunque, o Solone, la potenza della vostra
città apparve cospicua per virtù e per vigore
a tutte le genti: perché avanzando tutti nella magnanimità
e in tutte le arti belliche, parte conducendo l'arme dei
greci, parte costretta a combattere sola per la defezione
degli altri, affrontati gli estremi pericoli e vinti gli
assalitori, stabilì trofei, e scampò dal servaggio
i popoli non ancora asserviti, e liberò generosamente
tutti gli altri, quanti abitiamo di qua dalle colonne d'Ercole.
Ma nel po successivo, accaduti grandi terremoti e inondazioni,
nello spazio di un giorno e di una notte tremenda, tutti
i vostri guerrieri sprofondarono insieme dentro terra, e
similmente scomparve l'isola Atlantide assorbita dal mare;
perciò ancora quel mare è impraticabile ed
inesplorabile, essendo d'impedimento i grandi bassifondi
di fango, che formò l' isola nell'inabissarsi".
Questa pagina di storia ci descrive con sconcertante chiarezza
l'accadimento. Lo dice anche Socrate [Timeo IV]:
"Non è finta favola, ma vera storia!".
next page
|