La più grande scoperta Archeologica di tutti i tempi

       Gennaro Anziano scopre il mistero di Atlantide e documenta la sensazionale scoperta in un avvincente libro  

 

Atlantide > La stampa  - Hera n° 54 Giugno 2005        

La Stampa

HERA
Miti - Civiltà scomparse - Misteri archeologici

HERA

N° 54 Giugno 2004
di Adriano Forgione

Atlantide, la Groenlandia e il doppio pentacolo

di Adriano Forgione

Qualche mese fa mi è capitato di leggere un comunicato stampa in cui si annunciava l'individuazione, dal parte di un italiano, del mitico continente di Atlantide. Con il titolo "Scoperta la terra degli Dei", un ingegnere italiano, Gennaro Anziano annunciava di aver individuato grazie a una serie di studi approfonditi, dove doveva situarsi la mitologica terra, senza però svelarne l'ubicazione. Chiunque volesse saperne di più era invitato a mettersi in contatto diretto con l'interessato. Data la mia posizione professionale ricevo decine di queste comunicazioni ogni mese, pertanto senza darvi troppo peso, decisi di mettermi in contatto con Anziano, pronto a verificarne la fondatezza. Non avrei immaginato di scoprire un uomo dalla profonda conoscenza ermetica ed esoterica, di grande cultura e soprattutto dotato di rara arguzia, insomma uno di quelli che può insegnare. La sua ipotesi su Atlantide, pubblicata nel saggio "Atlantide, scoperta la terra degli Dei" è una delle più lucide e geniali che mi sia capitato di ascoltare. Dall'incontro è scaturita una lunga discussione che ha toccato temi di profondo interesse, non solo sull'argomento Atlantide ma anche e soprattutto sulla genesi dell'Uomo e sull'insegnamento interiore che l'umanità attuale dovrebbe trarre dal mito e dalla storia.

Ingegnere, Lei è dotato di una profonda conoscenza esoterica e simbolica, e noto dalla lettura del suo libro una familiarità con la cultura indo-tibetana…

Devo precisare che, insieme alla professione di Ingegnere, per una vita, ho coltivato la ricerca della Verità. La mia vita è stata sempre motivata da questa primaria esigenza. Ho viaggiato, cercato, incontrato Maestri di Conoscenza. Il principale fra questi è Chogyal Namkhai Norbu, un tulku tibetano, fondatore della Comunità Dzogchen, in Italia e nel mondo, che, dal lontano 1970, mi ha insegnato la "formula" antica dell'introspezione profonda attraverso lo Yoga della "Grande Perfezione", lo Dzogchen appunto.
"Conosci te stesso" esortava il pensiero greco, a cavallo fra Oriente e Occidente. Un motivo c'era e c'è, perché Conoscitore ed oggetto della conoscenza sono la medesima cosa. Questo però è uno dei misteri più grandi che la persona comune non può comprendere. Colui che "apprende", cioè "conosce", e che ama gli altri ha poi un grande desiderio: quello di trasmettere. Dalla più antica storia umana si rintraccia il filo conduttore del divino che si è rivelato all'uomo. Tutta la cultura del mondo lascia trasparire un orizzonte comune che il tempo e gli eventi hanno diviso. Platone in questo senso, si pone a cavaliere del più profondo passato e l'oggi.

Seguendo un preciso iter di ricerca nel suo libro "Atlantide - Scoperta la Terra degli dèi", ha identificato Atlantide con la Groenlandia. Ci spiega come è arrivato a questa conclusione.

Molti studiosi pensano che la Terra, in un passato non lontano, sia stata vittima di un cataclisma di portata planetaria, e che un impatto meteorico possa aver mutato l'Asse Terrestre. Esistono ancora oggi antiche mappe che mostrano la pianta delle coste dell'Antartide con fiumi costieri, baie e catene montuose che attualmente si trovano migliaia di metri sotto il ghiaccio e che apparivano così fino a 15.000 anni fa. La convinzione da parte mia che vi sia stato uno spostamento dell'asse terrestre mi ha portato a considerare questo assunto come una logica e possibile ipotesi di ricerca. La conoscenza derivatami dai miei studi interdisciplinari a carattere sia scientifico che spirituale, mi ha portato a considerare la Piramide di Cheope, e tutti gli altri Grandi Templi, troppo ordinatamente disposti, come elementi capaci di dare una risposta circa lo spostamento dell'Asse. Così è stato. Quando ho avuto la prova dello spostamento e, di conseguenza, quando ho ritrovato le antiche coordinate geografiche degli antichi Poli, ho osservato con grande sorpresa come la Groenlandia si trovasse ad una latitudine pari a quella dell'Europa di oggi, cioè in una condizione di floridezza vegetativa e vitale. I racconti platonici parlano di un continente sommerso e scomparso. L'idea di un "continente sommerso" ci lascia increduli sulla possibilità di un suo ritrovamento, ma l'idea complementare di "continente scomparso" ci chiarirà la soluzione dell'intero enigma. Perché la mia risposta sia esauriente, occorre comprendere il mito.

Che relazione esiste, secondo Lei, tra l'Atlantide-Groenlandia e il mito di Iperborea, così forte nella memoria esoterica degli Europei?

Il termine Iperborei è espressione che identifica le popolazioni che abitavano le estreme regioni settentrionali della Terra. Atlantide aveva un territorio così vasto che si spingeva molto a Nord secondo gli antichi Poli. Iperborei è una definizione che viene data dai popoli del Sud agli uomini del Nord. Questi non erano altri che gli Atlantidei. Rama di cui il Ramayana indiano tesse un'epopea, era un celta, erede anch'egli delle memorie della Prima Terra (Atilant). Egli si spostò con un intero popolo, alla stregua di Mosè, in Oriente fino al Sind, cioè L'indo. Qui conquistò Lanka e, per la storia divenne un indiano. Per capirci, farò un semplice esempio: Oggi definiamo i francesi transalpini, ma essi non si definiscono così, perché transalpini lo sono per noi. Per quanto detto su Rama si può consultare il libro di Fabre D'Olivet, Storia filosofica del genere umano..

Che legame esiste tra il nome Grønland e il nome Atlantide?

Con una buona percentuale di probabilità, c'è da ritenere che il nome originario di Atlantide fosse Atilant che in sanscrito vuol dire "La Prima Terra" (Ati, Prima; Lant, Terra). Col tempo Lant si è trasformato in Land. Molti paesi nordici conservano ancora tale suffisso, come England, Nederland ecc. Fu Erik il Rosso a chiamarla Grønland quando vi s'insediò fra il 982 e il 984 definendola Terra Verde (Grøn, Verde Land, Terra). Anche gli Aztechi ricordavano la Montagna Primordiale (la Prima Terra) col nome di Aztlan. Secondo Platone, "nel centro della Città di Atlantis si erigeva una grande Piramide e sulla cima sorgeva il tempio dedicato al Sole".

Leggo che secondo Lei, il meteorite che distrusse Atlantide cadde nei pressi dell'Islanda. Questa zona era parte di Atlantide? E inoltre, su cosa si è basato per questa affermazione?

Nel mio libro scrivo che il meteorite ha colpito la Terra proprio nel punto dove oggi è l'Islanda. Se si osserva una mappa del fondale oceanico si può rilevare con evidente chiarezza come la dorsale atlantica conservi integra in tutta la sua interezza lo "spartiacque" tra America, Africa e Europa, eccetto nel punto dove si trova l'Islanda. Si può notare come la stessa isola poggi su una terrazza dello "spartiacque" tagliata di netto mentre intorno alla Groenlandia sono presenti enormi fenditure che provano l'immane impatto, probabilmente generato da più di un meteorite.

Se la Groenlandia era Atlantide, come appariva prima della caduta dell'asteroide?

La Groenlandia è ancora nell'Oceano Atlantico come lo era Atlantide, anche se a causa dell'impatto, deve aver perduto sotto l'Oceano all'incirca il 50% del suo territorio. Prima di perdere la "sua oblunga e levigata pianura", arrivava alle colonne d'Ercole proprio come è menzionato da Platone, che la ricorda così: "L'isola era più grande della Libia e dell'Asia riunite, e i navigatori allora potevano passare da quella alle altre isole, e dalle isole a tutto il continente opposto". Le sono rimaste le grandi montagne cui sempre Platone allude. Quando Platone cita il "continente opposto" ci anticipa inoltre la conoscenza delle Americhe da parte di una antichissima civiltà.

Lei dà una grande importanza al mito quale allegoria di fenomeni naturali e spirituali che interagiscono con l'uomo. Può spiegare questo concetto?

E' dimostrato come la mitologia sia scritta con l'evidente uso di "chiavi", che celano conoscenze astronomiche. Il mistero del mito è il segreto posto a velo della verità che solo gli iniziati possono conoscere, perché essi vivono ai piedi della montagna sacra. Quando il male diventa troppo endemico, la giustizia divina che ha nome Nemesi scrolla i guardiani dell'Asse, perché si abbiano "nuovi Cieli ed una nuova Terra". E' questo il più alto messaggio contenuto nella Piramide d'Egitto. I miti sono allegorie dietro le quali sono "velati" i duplici fenomeni della Natura, essendo questa di ordine spirituale e materiale.
Prendiamo un esempio che si trova negli antichi testi di Platone: "Perché quello che anche presso di voi si racconta, che una volta Fetonte, figlio del Sole, avendo aggiogato il carro del padre, bruciò tutto sulla Terra ed egli stesso perì fulminato, questo ha l'apparenza d'una favola, ma la verità è la deviazione dei corpi, che si muovono intorno alla Terra". Vediamo ora cosa recita il Mito di Atlantide: "Atlante possedeva il Giardino delle Esperidi dove crescevano i famosi pomi aurei… Capitò a lui, al ritorno dall'impresa della Medusa, Perséo e gli chiese ospitalità; memore di un vaticinio secondo cui sarebbe stato privato dell'oro da un figlio di Giove (cioè un pianeta), non solo gli negò l'ospitalità, ma anzi cercò di scacciarlo con la maniera forte. Allora Perséo, mostrandogli la testa della medusa, pietrificò Atlante che così diventò la montagna che porta il suo nome". E' proprio questa Groenlandia, avente tutte le caratteristiche descritte da Platone, e pietrificata sotto tre chilometri di ghiaccio che assolve in pieno il ruolo del simbolico mito di Atlantide. La pietrificazione di Atlante è la formula iniziatica della "scomparsa" del continente, del quale un'altra grande parte sprofondò, come si racconta, in una sola notte nell'oceano. Oggi, miracolosamente "risorta" dagli abissi del mistero, la Groenlandia rimane ancora sepolta sotto i ghiacci, allo stesso modo di una "memoria collettiva" imprigionata dall'inconscio, che non può manifestarsi ai più.

Può chiarirmi la sua teoria dell'equatore quale linea magica su cui sono sorti diversi templi?

Certo. Se si osservano i Templi di Giza, cioè le Piramidi, e gli altri templi come quelli di Angkor, dell'Isola di Pasqua, di Cuzco, e, per chiudere il cerchio, ancora di Giza, ci accorgiamo che sono tutti su una medesima linea che tocca l'Equatore in due punti, e percorre l'intero globo. Questo cerchio taglia il globo esattamente in due emisferi. La costruzione millenaria di questi templi così lontani fra loro nel tempo e nello spazio non poteva avvenire in maniera casuale. E' chiara ed evidente l'origine di un unico progetto. Significa che un'unica civiltà, consapevole ed assai evoluta vi ha messo mano e per una ragione ben precisa. Inoltre dai testi si sa che gli antichi volevano ricreare l'Antico Ombelico del mondo.

Cosa vuole dire con "Ricreare l'Antico Ombelico del mondo"?

L'Isola di Pasqua si chiama Rapa Nui ma questo è solo il nome moderno con cui gli indigeni la chiamano. Il suo nome esoterico è Te-Pito-te-henua il cui significato è "ombelico del mondo". La parola che traduce 'ombelico' significa anche 'fine', 'capo'. Anche Cuzco, la città sacra degli Incas, ha nel nome il significato di ombelico.
Angkor, che in antico si chiamava Yasodharapura fu costruita intorno a un tempio (Phnom Bakeng) che nella cosmologia indù simboleggia la montagna al centro del mondo. Il "centro del mondo" rientra nel significato di "ombelico del mondo". Stesso significato hanno le altre località disseminate su questa linea che divide il mondo in due emisferi. E' stato facile comprendere che si trattava quindi di un cordone ombelicale, cioè della linea di un antico equatore. Ma per quale ragione si doveva tracciare con dei templi un equatore terrestre che non coincideva con quello reale? Evidente per tramandare qualcosa. E visto che i costruttori volevano ri-costruite l'antico mondo, essi volevano, in realtà ricostruire l'antico equatore così com'era prima del diluvio. L'aver riconosciuto in quella linea perfetta l'antico equatore terrestre, ha fatto si che fosse facile per me individuare i Poli con la massima precisione possibile.

Perché parla di Templi situati sull'Equatore in cinque coppie? Quali erano questi Templi?

Ho potuto comprendere, anche senza averli trovati tutti, che il numero dei templi costruiti lungo la circonferenza terrestre doveva essere almeno di dieci, distanti l'uno dall'altro 36°. Questi "decani" o dieci templi, sono i più importanti e devono essere considerati i siti "regali". Essi ricordano le Dieci Sefirot belimà, i Dieci Saggi famosi, concepiti a loro volta quali progenitori dell'umanità, i dieci regni che ritroviamo presso i Maya e le Dieci Generazioni, delle quali Noè fu un epigono. Questi dieci siti sono distribuiti sul piano equatoriale, in cinque coppie. Sistemati sulle punte di due pentagrammi a stella, l'uno opposto all'altro. Per quanto riguarda la seconda parte della domanda, cioè: "Quali sono questi Templi?", occorre precisare che parlo di templi, ma non sempre il termine è appropriato, perché in qualche caso, si riferisce ai siti storici sui quali insistevano i templi stessi. Diversi di questi sono andati irrimediabilmente distrutti, come quelli di Lanka nella Valle dell'Indo dove oggi si vedono le rovine di Moenjo Daro il cui significato è "Luogo di morte". Ma Lanka è una delle le località del circuito equatoriale. Percorrendo i cinque punti di una stella troviamo punti corrispondenti nella stella opposta. Abbiamo così cinque coppie: la prima coppia ha da una parte Giza ed al suo opposto le Isole Australi, dove si apre una prospettiva di ricerca; la "seconda coppia" è nel Meridiano di Atlantide ed il suo opposto Sukarno, dove si prospetta una ulteriore ricerca. La "terza coppia" vede l'Isola di Pasqua contrapposta a Lanka, cioè Moenjo Daro; la "quarta coppia" vede contrapposti il Monte Atlante al Tropico del Capricorno, e la "quinta coppia" vede contrapposti Angkor e Cuzco. Dei dieci siti Giza, l'Isola di Pasqua, Angkor e Cuzco sono chiaramente definiti dalla presenza di Templi; il Meridiano di Atlantide e il Monte Atlante fanno riferimento a luoghi dove, con una altissima percentuale di probabilità, vi erano templi; Per Sukarno, il Tropico del Capricorno e le Isole Australi soltanto la ricerca potrà dare una convalida della logica dell'assunto, in quanto la distribuzione stellare pone i siti tutti ad una distanza di 36°. Mentre ancora gli studiosi si domandano, senza sapersi rispondere, del perché Giza, l'Isola di Pasqua e Angkor formino fra loro un angolo di 72°, ad essi rispondo che i costruttori hanno inteso predisporre i siti secondo angoli interni di una Stella a Cinque Punte e inscritta nel Cerchio, angoli che sono ognuno di 72°. La somma degli angoli è pari all'angolo circolare di 360°.
Oltre cha con lo spazio, questi due numeri, 72 e 360 sono in relazione con il tempo. Sappiamo che il grande Anno dura circa 26.000 anni, per la precisione 25.920. Questo numero è dato da 72 anni per grado equinoziale. Abbiamo perciò 72x360°=25.920.

Può spiegarci perché ha impiegato la doppia stella a cinque punte per identificare l'antico meridiano?

Per la verità non ho impiegato io la Stella a cinque Punte ma sono gli antichi costruttori che l'hanno fatto. Io ho semplicemente scoperto che essi hanno applicato in questo progetto il Pentagramma Sacro perché sottende a uno dei principi magici per eccellenza dei Grandi Iniziati.

Quale scienza era allora alla base del progetto di tale allineamento?

Bisogna capire che l'antichissima civiltà di Atlantide era costituita da dèi nel senso che l'uomo è stato forgiato da Dio e a quel tempo la divinità nell'uomo era ancora integra. Si era agli inizi della "caduta adamitica". E' nel tempo che l'uomo ha più fortemente radicato l'attaccamento alle cose terrene perdendo la conoscenza del divino. Ai tempi di Atlantide ancora si conoscevano i misteri della vita e il dominio della mente sulle forze della Natura, in particolare della Luce astrale della Terra. La positura dei Templi determinava flussi di energia fra essi, alla stessa stregua di una postazione di antenne. La tecnologia contemporanea ha raggiunto grandi progressi nell'ambito fisico, ma conosce poco del mondo sottile che pur interagisce con la materia. L'uomo è il grande dominatore della Natura, ma ha perso questa memoria, rimasta un segreto solo per pochi iniziati. E' questo filo iniziatico che lascia ancora intatta la possibilità da parte degli uomini di attingere, in maniera immateriale, al dominio delle cose. Per intenderci ricorderò alcune parole di Gesù (Lc. 17.6) "Se aveste fede quanto un granellino di senape, potreste dire a questo gelso: Sii sradicato e trapiantato nel mare, ed esso vi ascolterebbe". Sappiamo tutti delle capacità, diremmo oggi parapsicologiche, di molti individui, di mistici capaci di operare miracoli, guarigioni inspiegabili. Ecco, gli Atlantidei conoscevano ciò che per noi oggi è diventato inspiegabile sul piano della sola ragione. L'argomento è troppo vasto perché lo si possa esaurire nel breve spazio di una intervista. Per quanto riguarda comunque il progetto a lungo termine, c'è da precisare che la qualità profetica di cui erano in possesso, consigliò loro di far percorrere al messaggio i millenni che ci sarebbero voluti, al fine di superare le innumerevoli distruzioni e divisioni delle civiltà con la conseguente della perdita dei più alti valori. Le Costruzioni Templari si imponevano per superare queste bufere della storia. Inoltre le Costruzioni non sono soltanto descrittive pietre miliari resistenti alle "intemperie" del Tempo, ma in esse, in particolare nella Piramide di Cheope, v'è chiusa, imprigionata dal segreto, la geometria che non appartiene soltanto allo spazio, ma soprattutto alla vita. Chi ha sperimentato, come io ho fatto, le energie della Piramide sa che se la metà di una mela, posta in un modellino piramidale, perfettamente in scala con quella di Cheope, resta perfettamente intatta dopo un lungo periodo, l'altra metà della mela che ne rimane fuori, subisce per intero il processo di putrefazione. Innumerevoli sono gli esempi che si possono fare per dimostrare come nella Piramide sia espressa e manifesta l'azione vitale, cioè la vita. La Piramide e i templi sparsi nel mondo vogliono raccontare il diluvio.

Dal suo libro "Atlantide, scoperta la terra degli Dei" emerge che la scienza di Atlantide era una dottrina a carattere spirituale che però aveva profondi riflessi nell'evoluzione fisica dell'uomo (sono d'accordo con quanto afferma). In pratica l'Alchimia, la Grande scienza dell'Uno, era l'Unica Verità Universale su cui si basava tutta la civiltà Atlantidea?

L'esempio ce lo mostra l'uso del Pentagramma Sacro, che è il Pentagramma dei Magi, la stella fiammeggiante dei figli di Hiram, e prototipo della luce equilibrata. Verso ognuno dei suoi raggi sale una corrente di luce, mentre da ognuno di essi discende una corrente di luce. Quella stella rappresenta il grande e segreto Atanòr della natura che è il Corpo umano. L'influsso magnetico parte in due raggi dalla testa, dalle mani e dai piedi; il raggio positivo trova il suo equilibrio in un raggio negativo, la testa corrisponde coi due piedi, ogni mano con una mano ed un piede, i piedi, ognuno con una mano e con la testa. Questo segno regolare della luce equilibrata simboleggia lo spirito d'ordine e d'armonia, esso è il "segno dell'onnipotenza del Mago". Le ho citato quanto scrive Elifas Levi nel suo testo Il Rituale dell'Alta Magia. Questa forza equilibrante si applica anche in Natura e in particolare per la nostra Terra.

Quale relazione esiste fra la Stella a Cinque Punte, da Lei individuata per spiegare la presenza di questi templi, e il simbolo dell'Uomo divino?

I siti riproducono in ambito naturale i punti d'incontro dei flussi equilibranti l'energia riferita alla Luce Astrale o Anima del Mondo che governa la Nostra Terra e l'Uomo stesso. Quando l'uomo si riappropria della conoscenza e del giusto uso della Luce Astrale egli si riafferma come Essere divino. E' con l'uso della Luce Astrale che sono possibili quelle "operazioni" che chiamiamo miracoli.

L'intervista di Adriano Forgione a Gennaro Anziano continua su HERA n° 55 Luglio 2004... Puoi leggerla qui

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